| Presentazione |
Donne ex Fabula è una riflessione sulle donne nata dall’esigenza di illustrare ancora una volta le fiabe, ma con un occhio alle donne e al ruolo che ricoprono oggi, con l’obiettivo di puntare i riflettori sui nuovi modelli proposti dalla TV e dal cinema, prima ancora che dalla letteratura.
Le fiabe di un tempo, tradizione orale che si tramandava per l’appunto da donna a donna, presentavano un’immagine del ruolo attribuito alle donne dell’epoca, delle aspettative che la società riponeva su di esse e dei cliché ai quali era opportuno conformarsi. Allo stesso modo le protagoniste di oggi rispecchiano le tante icone a cui la figura femminile sceglie, volontariamente, di assomigliare.
La presunta o reale liberazione della donna - ci domandiamo - a cosa è approdata? Quali sono i nuovi modelli, oggi, da prendere come riferimento o da cui ribellarsi? Nasce così il parallelo tra favole di ieri e donne di oggi realizzato dalle illustratrici del gruppo Leop’Art, che hanno rivisitato i personaggi delle fiabe classiche nella loro attuale versione con tutte le contraddizioni, le novità, le sconfitte o i traguardi che hanno caratterizzato un complesso processo di trasformazione svolto nel tempo.
La preparazione delle illustrazioni della mostra Donne ex Fabula ha ruotato intorno al tentativo di offrire una risposta a questa domanda: quanto resta, nel nostro immaginario, coltivato anche attraverso la lettura delle favole tradizionali, di quegli antichi paradigmi della femminilità? Gli esisti di questa ricerca sono diversi, ma di sicuro effetto. Qualcosa resta, qualcosa è scomparso, qualcosa torna a riaffiorare, nonostante tutto…
I variegati approcci adottati dalle illustratrici (seri, ironici, impegnati, leggeri) lasciano immutato il nucleo della questione suggerendo una profonda riflessione su quanto fosse centrale un tempo e quanto poco sia cambiato, in fondo, il ruolo delle donne, di quanto sia andato perso, sciupato o quanto di nuovo ci sia da offrire, di quanto sia possibile lavorarci sopra. L’intenzione non è quella di formulare una semplice, seppur dura, denuncia, ma offrire una visione propositiva, speranzosa, autoironica e, se possibile, liberatoria.
Si è provato a guardare le figure femminili cattive con gli occhi di oggi, scoprendo in ogni matrigna e strega una donna intrappolata nelle aspettative del mondo che la circonda. Sono le streghe infelici di oggi, matrigne di una Biancaneve con cui cercano di competere fino all’ultimo silicone, incantesimo dei nostri giorni. Se Biancaneve invertisse i ruoli, Raperonzolo sarebbe fuori moda, oggi, con le sue illusioni d’esser prima o poi liberata dal Principe Azzurro? Forse adesso aspetterebbe invano un principe che non ha più le caratteristiche di un tempo. La nuova Cenerentola, per noi, non sarebbe quella bella: bellissime sono casomai le sorellastre… Cappuccetto Rosso, che in un bosco di labirintici studi televisivi perde facilmente il sentiero e scopre presto il segreto del colore della sua mantella (simulacro di una sessualizzazione spesso troppo precoce), oppure, ancora, un Cappuccetto Rosso che deve cercare di sopravvivere senza l’arrivo salvifico del cacciatore, né lo scontato lieto fine. Arrivano le nuove eroine per bambine, le magrissime e trendy Winxs, che propongono e rinforzano un modello principalmente estetico imposto dai mass media alle adolescenti. Le nostre Winxs non stanno al gioco e si presentano un po’ meno in forma ma capaci di affrontare la strega cattiva, senza sfuggire alla regressione orale che Hansel e Gretel superavano con fatica, divorando la casetta di marzapane… La sirenetta diventa merce di consumo e si offre su un piatto di insalata, conscia o meno di quanto mercimonio si faccia delle sue carni. |