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Storia

La Stazione Leopolda è stata una delle prime stazioni ferroviarie europee.

Il Granduca Leopoldo II di Toscana intuì precocemente l’importanza della ferrovia per lo sviluppo del territorio. Per tale ragione chiese ai propri tecnici la progettazione di un percorso ferroviario che, a differenza della ferrovia Napoli - Portici, non servisse soltanto a manifestare il segno del proprio potere, ma svolgesse una reale funzione economico-commerciale. La prima tratta ferroviaria toscana avrebbe infatti dovuto collegare la capitale al porto di Livorno, il più importante scalo del Granducato.

Vennero allora proposti ben quattro diversi tracciati, di cui uno solo passava per Pisa: l’idea prevalente era quella di una strada ferrata ad uso esclusivo del trasporto merci. Fu Robert Stephenson che, interpellato dal sovrano, nella sua relazione del 1839 suggerì invece il percorso Livorno - Pisa - Pontedera - Firenze, in quanto avrebbe consentito un uso promiscuo della ferrovia, per le merci e la popolazione.

La costruzione della ferrovia avvenne in quattro lotti. Il primo tratto fu quello tra Livorno e Pisa, iniziato nel giugno del 1841 sotto la guida di William Hoppner (ingegnere delegato dallo Stephenson). La sua realizzazione avvenne piuttosto lentamente. Per coprire i 12 km pianeggianti del percorso furono infatti necessari 3 anni: l’inaugurazione della tratta si svolse il 13 marzo 1844. Il secondo tronco tra Pisa e Pontedera (19,4 km) si concluse il 19 ottobre 1845. Il terzo tratto, Pontedera - Empoli (26,8 km), venne inaugurato il 20 giugno 1847. Il quarto, che congiunse Empoli con Firenze, fu ultimato il 12 giugno 1848, nel pieno della Prima Guerra d’Indipendenza.

La progettazione della Stazione Leopolda di Pisa fu affidata all’architetto fiorentino Giuseppe Martelli (1791 - 1876), il cui progetto originale venne realizzato solo parzialmente, anche se le caratteristiche architettoniche e strutturali furono sostanzialmente rispettate.

Il piazzale della stazione occupava un’area di circa 6.300 mq. Al suo interno vennero costruite due strutture lunghe 66 m e larghe 9.40 m, accoppiate longitudinalmente a due falde ognuna, con tetto in cotto toscano e gronde e finiture in rame. Il tetto fu realizzato con una serie di doppie capriate in legno poggianti su tre setti murari identici tra loro e paralleli, resi permeabili da un sistema continuo di archi ribassati. La stazione era completamente coperta e probabilmente divisa in settori passeggeri e merci. Accanto ai capannoni si trovava un edificio, oggi demolito, destinato ad andito di accesso, ai servizi per i viaggiatori e agli spazi per il personale.

A seguito dell’approvazione, il 23 marzo 1871, del piano urbanistico Micheli e la conseguente realizzazione della nuova stazione centrale, la stazione della Leopolda venne soppressa, pur continuando a funzionare fino al 1929 come scalo merci. Da allora al 1993 l’area è stata utilizzata come mercato ortofrutticolo cittadino.

Nel 1994, in seguito al trasferimento del mercato, numerose associazioni cittadine proposero di trasformare la Leopolda in un centro socio-culturale. Nel 1996 il Comune di Pisa ha avviato i lavori di recupero della struttura, realizzati grazie a un finanziamento della Regione Toscana (fondi UE).

La Leopolda si offre oggi alla città come un moderno centro multifunzionale gestito dall’Associazione “Casa della Città Leopolda”, che raccoglie le associazioni coinvolte nel progetto.


 



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